lunedì 16 maggio 2011

La legge del contrappasso


Chi scrive ama il bel calcio e i bei giocatori, quelli che la palla sanno che è rotonda e la sanno accarezzare come si conviene a una bella ragazza. Puoi essere alto quanto vuoi e grosso come un'armadio ma se non sai fare due passaggi giusti di fila è meglio che ti dai alla lotta greco-romana. La regola che al calcio deve giocare chi ha i piedi buoni in Italia qualcuno sembra essersela dimenticata: mettiamo fisico e tattica sopra tutto il resto e coltiviamo sempre meno talenti. Ma si sa, i campionati non li vincono gli schemi di Delneri (anche se magari quelli ti salvano il Chievo): per vincere veramente qualcosa devi essere imprevedibile. I campionati (e le Champions) li vincono quelli con i piedi buoni. 
E quando d'estate mandi via quelli giovani con i piedi buoni come Giovinco per comprare a gennaio un LucaToni ormai tramontato (massima stima per il numero uno che fu, ma sottolineo: "che fu"), è giusto che l'anno prossimo non giochi neanche l'Europa League. E' la legge del contrappasso