venerdì 24 giugno 2011

Bisignani, i colonnelli e il complotto ai danni di Fini


“Il popolo delle libertà oggi non c'è più. E' solo il partito del predellino, Forza Italia che si è allargata con qualche colonnello che ha solo cambiato generale e, se fosse necessario, lo cambierebbe ancora”. Gianfranco Fini pronunciò queste parole il 5 settembre 2010. Oggi, a quasi un anno di distanza da quel pomeriggio di Mirabello, dall’inchiesta di Napoli denominata “P4” emergono nuovi elementi che vanno a confermare quel lontano ammonimento. Non solo: dalle intercettazioni emerge chiaramente il complotto ordito dagli ex colonnelli di AN e finalizzato a togliere il presidente Fini dalla scena politica.
I commenti di Bisignani alle vicende che riguardano il presidente della Camera sono numerosi. All’apice dello scontro Fini-Berlusconi, con in bilico l’ipotesi di creazione di un governo tecnico, Franco Frattini si rivolge a Bisignani lamentandosi che la linea dura degli ex colonnelli (La Russa, Gasparri, Matteoli) sta rischiando di far saltare per aria il governo: “Per salvare la loro pelle, gli ex AN ci mandano tutti nel baratro”. Bisignani è d’accordo col ministro: “E [per] fare le vendette che loro non sono riusciti a fare... perché questa è la verità”.

domenica 12 giugno 2011

Fino alla fine forza Piacenza


Sabato scorso al Garilli avevamo già capito tutto. Le facce dei giocatori dopo lo 0-0 con l'Albinoleffe erano inequivocabili: ripetevamo "ragazzi noi ci crediamo" proprio perchè avevamo capito che loro avevano smesso di crederci da un pezzo, da quella maledetta Atalanta-Piacenza. Da lì è iniziata la discesa, dopo un periodo di buoni risultati che ci aveva portato a 2 punti dai play-off. Gervasoni e Doni: una coppia che difficilmente dimenticheremo, sperando che l'ex cremonese - scherzo del destino - rimanga l'unico dei biancorossi ad essersi macchiato di nero. Ma quanti giocatori servono per truccare una partita? Bastano solamente un difensore e un attaccante? 
Domande che ora passeranno in secondo piano, perchè si è avverato quello che tutti temevamo e avevamo previsto non da mesi, ma da anni. Da quando dopo aver sfiorato il miracolo dei play-off con Degano e Simón, ad ogni giugno la squadra veniva smembrata, il progetto accantonato, le ambizioni ridimensionate in partenza. Abbiamo visto abbandonare tre grandi allenatori come Iachini, Pioli e Ficcadenti: tutti e tre lasciati andare perchè chiedevano che la squadra rimanesse competitiva. "Se retrocediamo, il Piace fallisce": lo dicevamo e lo sapevamo tutti che sarebbe andata così. Tutta la città lo sapeva. Ora abbiamo 20 giorni per  salvare il Piacenza, e non sembra esserci nessun sceicco alla porta.

martedì 7 giugno 2011

I dolori del giovane Uolter


«Il mio futuro personale dopo l'esperienza di sindaco di Roma? Prevedo la chiusura della mia esperienza di politica attiva ed istituzionale. L'Africa o qualcosa di simile: l'importante, per me, sarà continuare una missione civica. E non ridurre la vita a una carriera politica... E se qualcuno non ci crede e mi dà del furbacchione, io lo sfido a parlarne tra 5 anni» prometteva Walter Veltroni l'8 gennaio 2006.
Sappiamo già che non è andata proprio così, e che dopo le dimissioni da segretario nel PD ha fondato una corrente interna, Movimento Democratico, lanciata al lingotto il 22 gennaio scorso e alla quale oggi aderiscono circa 75 parlamentari. In questi giorni esce invece il suo ultimo libro, L'inizio del buio: preludio ad un nuovo ritorno in campo?  

Due o tre cose sul referendum


Non penso proprio che voterò tutti e quattro i sì (il mio unico sì sicuro oggi è quello sul legittimo impedimento), ma andrò comunque a votare. Trovo la moda dell'astensione vigliacca, meschina e autolesionista. Prendiamo l'acqua pubblica: sono convinto che se gli astensionisti si fossero impegnati per mettere in piedi dei seri comitati per il no ne avrebbe giovato tutta la democrazia italiana, la quale avrebbe potuto assistere ad un dibattito alla pari tra i difensori delle diverse ragioni. Anche se vince il no, l'acqua rimarrà un bene di tutti e i servizi idrici potranno ancora essere gestiti da società con partecipazioni del pubblico. Detto questo, ci sono anche forti ragioni a supporto del sì, come la mancata istituzione di un'Authority di controllo. I contrari al referendum hanno però avuto paura e hanno rinunciato in partenza a lottare per il no sull'acqua, sperando nel mancato quorum e lasciando liberi i comitati per il sì di politicizzare la consultazione in ottica antigovernativa e antiberlusconiana. Credo che questo sia stato un grande errore che avrà delle conseguenze molto negative perchè, a prescindere dalle posizioni personali di ciascuno, se i referendum su nucleare e servizi idrici superassero i quorum e i sì vincessero con percentuali bulgare, un domani qualunque governo farebbe estremamente fatica a legittimare un suo intervento su queste materie.

domenica 5 giugno 2011

sabato 4 giugno 2011

Ahi pepinos!


Sono stati crocifissi dai tedeschi e dal Commissario europeo alla salute, ma i cetrioli spagnoli (los pepinos, in castigliano) alla fine sono risultati innocenti. Per quattro giorni la storia del cetriolo killer è rimbalzata su tutti i media mondiali facendo crollare il mercato spagnolo. Mentre Madrid chiede i danni alla Germania per aver accusato ingiustamente gli ortaggi iberici, verdurai politici scienziati fanno gara a chi mangia più cucumis sativus (nome scientifico) nell'intento di dimostrare al popolo che non vi è nulla da temere. Il leader dei popolari Rajoy è stato ricoverato all'Hospital Universitario 18 de Octubre non per intossicazione da E. coli, bensì per indigestione da tortillas cetriolate. Ma il vero responsabile non si trova e la Merkel brancola nel buio. Intanto la Russia ci va prudente e blocca tutte le importazioni di verdure dall'UE, la Coldiretti auspica il ritorno al cetriolo autarchico e l'OMS aspetta gli ordini delle case farmaceutiche per lanciare un nuovo vaccino antipepinos. In tutto questo McDonald's è l'unico a rimanere tranquillo: i cetriolini del Big Mac non li ha mai mangiati nessuno. 

venerdì 3 giugno 2011

Comunque è andata era un successo


Anche se non ci è riuscito di trasporre la tua letteratura in politica, grazie compagno camerata Pennacchi. 

I problemi dei giovani creati dai vecchi debbono risolverli i giovani


"I vecchi hanno creato i problemi del mondo. Quelli che debbono risolverli sono i giovani". Parole di Giuseppe Mazzini, il quale mise in pratica questa sua convinzione con la Giovine Italia, associazione politica insurrezionale che ebbe un ruolo chiave nel Risorgimento italiano e alla quale aderirono migliaia di giovani italiani. 150 anni dopo il più grande problema dell'Italia, prima dei giudici comunisti e prima dei barconi di immigrati, è quello della generazione tradita. Se nel prossimo futuro non cambierà qualcosa, se la società tutta non prenderà atto delle disparità che stanno avvelenando il mondo del lavoro, quello che ci aspetta è una rivolta generazionale. Passeranno uno due tre anni ma arriverà. Il tempo di far uscire da scuole e università un altro po' di neet (Not in Employment, Education and Training), il tempo di logorare il cordone ombelicale delle famiglie e qualcosa anche in Italia accadrà. 
Perchè tutte le garanzie in questo Paese vanno a chi è sotto il riparo del posto fisso, il sistema di welfare è tarato solo sulla cig, la flessibilità va bene solo per "gli ultimi", quelli che con i loro contributi pagano le pensioni dei vecchi, ma non sanno se loro di pensioni mai ne avranno. Fatta la legge, trovato l'inganno: stagisti, precari, co.co.co. sono vittime di un sistema lasciato andare, che nessun politico ha il coraggio di riformare anche perchè siamo governati da una generazione Gollum (come l'ha definita bene il futurista), ultrasessantenni che mai senti parlare di cose come l'occupazione giovanile. 
E allora i problemi dei giovani creati dai vecchi debbono risolverli i giovani.