Visualizzazione post con etichetta elezioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta elezioni. Mostra tutti i post

martedì 24 maggio 2011

L'arma segreta


Tra gli ufologi è diffusa la convinzione che dietro la storia dell'arma segreta che avrebbe consentito al Terzo Reich di ribaltare le sorti della seconda guerra mondiale vi fosse proprio il progetto di un ufo: i nazisti stavano davvero lavorando a nuove armi fantascientifiche, e tra queste vi erano appunto i dischi volanti. Leggende moderne a parte, si sa che Hitler dopo lo sbarco alleato in Italia convinse (o costrinse) Mussolini a rimanere al suo fianco anche con l'argomentazione che la Germania stava sfornando un'arma segreta che avrebbe consentito ai nazisti di sbaragliare tutti i nemici. 
La storia ha poi mostrato che dietro la promessa delle armi segrete vi era il nulla, ovvero un disperato tentativo della propaganda nazista di convincere la popolazione tedesca a credere sino all'ultimo nella "vittoria finale". La storia dell'arma segreta di Hitler me l'hanno fatta venire in mente le ultime dichiarazioni di Pdl e Lega Nord prima del ballottaggio di Milano. Infatti Calderoli giovedì annunciava una grossa sorpresa che avrebbe dovuto cambiare il modo di pensare dei milanesi in vista dei ballottaggi. Tale sorpresa si è poi rivelata essere niente popò di meno che il trasferimento di alcuni ministeri da Roma a Milano. Un'arma segreta decisamente spuntata, buttata lì senza avere nulla di serio dietro, che ha fatto incavolare più gente che altro. Forse per Silvio e Umberto era meglio promettere direttamente gli ufo.

venerdì 15 aprile 2011

Il balilla di Letizia


Bellissima giornata di primavera a Milano. Dopo essere stato in Cattolica ne ho approfittato per fare un giretto in centro. In via Dante due gazebo: uno del Pd con due anziani signori che discutevano dei bei tempi che furono e uno del Pdl, più tecnologico e frequentato anche grazie ad un'arma segreta...

domenica 21 marzo 2010

Le regionali non sono un referendum su Berlusconi


Parlando ieri sera con alcuni amici si rifletteva su come sia difficile oggi per una persona intelligente che pensa, interpreta, capisce la politica andare a votare. Chi ci tiene al proprio voto - quando non è un militante - si fa  davvero un sacco di pare. SSssSShhhhhkkklllllpopoerwphhhSi interroga se debba votare per convenienza o per principi, per punire un dato partito o per lanciarne un altro, per limitare il potere di una fazione o per la persona che sembra più sincera.
Gli indecisi dovrebbero essere la categoria verso la quale puntare la campagna elettorale. Attraverso promesse, programmi, risultati ottenuti. In questa campagna elettorale però di programmi se ne sono visti pochi assai. Berlusconi l’ha trasformata nell’ennesimo referendum pro o contro la sua persona, consapevole di aver portato a casa pochi risultati da quando è tornato al governo, limitandosi a congelare la situazione.
Che in Italia fosse difficile parlare di cose serie, soprattutto durante i periodi elettorali, si sapeva già. Ma questa volta si è sinceramente esagerato. I processi al Premier, i casi di corruzione e il caos liste hanno azzerato il dibattito sui temi di cui la politica dovrebbe occuparsi. Di idee di riforma sentiamo solo quelle sulla giustizia, finte. Parlare in maniera costruttiva di crisi economica, sussidi ai lavoratori, riforma della scuola, riduzione dei costi della politica, riforme sociali, etc. sembra diventata roba da nerd.
Segnali che gli italiani siano stanchi di questa situazione per fortuna ce ne sono molti. Il problema è che non sanno più a che santo votarsi. Cresce quindi la voglia di voti di protesta, smaccatamente antipolitici (Idv, Movimento 5 stelle, in parte Lega Nord), schede bianche e astensioni.
Personalmente sono sempre per andare a votare, qualunque cosa succeda, perché è con il voto che il cittadino fa sentire veramente la sua voce. Ed è una voce che decide.
Ricordiamoci che queste sono elezioni regionali. Bisogna decidere chi governerà un ente che sembra destinato in futuro a svolgere compiti sempre più importanti e determinanti per la vita della comunità. Insomma, il voto è una cosa seria. Non un referendum su Berlusconi.

(immagine: il ministro Brunetta alla manifestazione del Pdl di ieri)