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venerdì 8 ottobre 2010

Scherzare col fuoco


Nicola Porro scherzava. Rinaldo Arpisella un po’ meno. Emma Marcegaglia per nulla.
A prescindere da quelle che saranno le conseguenze penali dell’inchiesta avviata dalla Procura di Napoli nei confronti di Nicola Porro e Alessandro Sallusti (Vittorio Feltri l’ha scampata essendosi dimesso da direttore giusto un paio di settimane fa per gli strascichi della sospensiva dell’Ordine nei suoi confronti), ciò che appare chiaro è che la macchina del fango era pronta a partire un’altra volta, questa volta contro la presidenta di Confindustria, rea di aver rilasciato un’intervista al Corriere della Sera fortemente negativa nei confronti del Governo. “Non ha… non sembra berlusconiana..., è una stronza”: nelle parole del vicedirettore del Giornale troviamo la giustificazione alla reiterazione del trattamento Boffo. È sempre così: chi critica il capo deve essere screditato, punito. E non si guarda in faccia a nessuno. 
“Domani super pezzo giudiziario sugli affari della family Mercegaglia”, “Adesso ci divertiamo per venti giorni, romperemo il cazzo alla Mercegaglia come pochi al mondo”, “Spostati i segugi da Montecarlo a Mantova”: da Gianfranco Fini ad Emma. Lo stile feltriano è questo, signori. E poco importa che il trattamento non sia infine entrato in funzione anche per lei: il fatto che esso sia stato bloccato tramite l’intercessione di Fedele Confalonieri (terzo braccio del nostro Premier) richiesta dalla signora di Confindustria, dimostra che tutte le storielle del tipo “Feltri fa quello che vuole; mi fa più male che bene; io non ho potere sul Giornale” sono appunto solo storielle. Il Giornale è un manganello da usare contro chi dissente.