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mercoledì 20 aprile 2011

È destra questa?


Ma è davvero destra quella che paragona la Magistratura alle BR? È destra quella che fa leggi che agevolano la corruzione? È destra quella che si scaglia contro la Costituzione? È destra quella che bacia le mani ai dittatori? È destra quella della macchina del fango? È destra quella che vuole uscire dall’Europa? 
E pensare che c’era chi diceva che la destra fosse qualcos’altro: coraggio, libertà, nazione, Europa. C’era chi diceva “l’Europa o la fa la destra o non si fa”. Sarebbe bene ricordarlo a tanti ignavi.

mercoledì 29 dicembre 2010

"Fini è Berlusconi!"


L'editoriale di Maurizio Belpietro dal titolo "su Gianfranco iniziano a girare strane storie..." del 27 dicembre è solamente l'ultimo atto di una precisa strategia perseguita ormai da mesi dal Giornale e Libero volta a rovesciare la realtà e il significato delle parole. Ho già fatto notare in passato come si sia giocato sul rovesciamento di termini per far passare l'idea che Fini si sia "autoespulso" dal Pdl, e non "cacciato" come tutti i quotidiani nazionali e internazionali titolarono all'indomani della direzione nazionale che definì le idee del Presidente della Camera "incompatibili" con i valori fondamentali del partito che aveva contribuito a fondare. Idee che tra l'altro erano state esposte già nel 2008 durante l'assemblea fondativa del Pdl, ricevendo scroscianti applausi da parte dei presenti.
Il disegno è chiaro: non essendo più possibile nascondere tutti i conclamati scandali che coinvolgono il nostro Premier, la sua stampa si è specializzata nel dimostrare che tutto ciò che commette Silvio Berlusconi in realtà lo fa anche Gianfranco Fini. Sallusti, Feltri e Belpietro sputtanano scientemente il leader di Fli in modo da poter poi dire: "visto, fa tanto il moralizzatore e il chierichetto, ma poi anche lui è pieno di scheletri nell'armadio: Fini è uguale a Berlusconi". E allora tanto vale tenersi l'originale: più forte, più simpatico, invidiato da tutti per il suo grande feeling con gli Italiani, ma soprattutto l'unico in grado di comandare il Paese.