Visualizzazione post con etichetta bavaglio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bavaglio. Mostra tutti i post

martedì 15 giugno 2010

Sparito da facebook il video della Gabanelli. Perchè?


L'altro giorno, come tanti, ho condiviso anch'io sul mio profilo facebook il video di Milena Gabanelli che spiega durante l'ultima puntata di Report il contenuto del ddl intercettazioni, la c.d. legge bavaglio. Oggi è sparito dalla mia bacheca. La stessa cosa è capitata ad altre persone. Probabilmente a tutti gli utenti. Perchè? Mi rifiuto di pensare ad un tentativo di censura, ma non riesco a trovare una spiegazione plausibile e alternativa. All'inizio e alla fine del video si veniva invitati a farlo girare anche su tutte le altre piattaforme, da twitter a myspace. Che sia questo il motivo per cui è stato cancellato dal social network? O forse perchè legato al popolo viola, il quale scende in piazza a Roma, il 9 luglio, per protestare contro una legge che limita non solo la stampa, ma anche e soprattutto la magistratura nell'uso delle intercettazioni durante le indagini.
Ricordo un caso simile capitato qualche mese fa ad un video di Gioacchino Genchi, dove l'ex consulente di De Magistris criticava gli arresti dei boss mafiosi Nicchi e Fidanzati, ritenendoli programmati ed eseguiti ad arte per la televisione. Anche allora il video scomparve da facebook.

P.S. 16/6/2010 - La spiegazione di Facebook: "problema tecnico". O forse no?
La notizia è arrivata oggi anche a la Repubblica: Da Facebook assicurano che da parte del social network "non c'è stata alcuna censura" e che se il post è scomparso dalle pagine personali degli utenti è solo per "un problema tecnico". Dopo la segnalazione di Repubblica.it, il sito ha spiegato, che uno degli utenti che ha iniziato il tam tam per far girare il videomessaggio ha inserito uno script che viola le condizioni d'uso di Facebook e ha eliminato automaticamente il video dalle bacheche. Cosa non andava? Non i contenuti, garantiscono dal social network, ma l'invito a diffonderli a tappeto.
La spiegazione di Facebook ci lascia perplessi: da una parte l'azienda americana fa ricorso alla consueta scusa del problema tecnico, mentre dall'altra riconosce che il motivo per cui è stato eliminato il video era l'invito a condividerlo. Insomma, già il fatto che ci vengano date due giustificazioni, ad abundantiam, dovrebbe farci sospettare che qualcosa non torna. Per esempio mi sorge spontanea qualche domanda: vengono eliminati proprio tutti quei video che invitano altri utenti a diffonderli?, e se sì, perchè? Se il messaggio che si vuole promuovere è giusto e non lede i diritti di terzi, come era questo il caso, perchè negare la sua diffusione? 

giovedì 4 marzo 2010

L'ignoranza è forza (il "bavaglio" sdoganato)


I primi a parlare di “bavaglio” furono Gomez, Lillo e Travaglio nel loro libro omonimo del 2008. A due anni di distanza la parola è sdoganata dai maggiori quotidiani nazionali. Due giorni fa usciva sul Corriere della Sera un articolo di Aldo Grasso dal titolo “Il bavaglio preventivo”. Nel commentare la decisione dell’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) di estendere anche alle reti private il regolamento emesso dal Cda della Rai che vieta la messa in onda delle trasmissioni di approfondimento la firma del Corriere abbandona i suoi soliti toni moderati e non usa mezze misure: “se non è un atto di censura, è qualcosa che molto le assomiglia”, “corriamo il serio rischio che alcuni elementari principi delle democrazie rappresentative vadano a farsi benedire”, “per evitare i piagnistei sul minutaggio ci ritroviamo in un clima di sovietismo mediatico”.
L’editto del Garante non fa parlare solo di bavaglio, ma anche di “regime”. Per Emilio Carelli, ex mezzobusto del Tg5 ora direttore di SkyTg24, “in Italia c’è un problema di democrazia”; inoltre “la mossa dell’Agcom è incostituzionale perché limita la libertà di espressione”. La beffa tutta italiana è che in questo caso siamo di fronte ad una autorità amministrativa che più che essere un Garante è in realtà un Censore delle Comunicazioni, nominato direttamente dal Presidente del Consiglio.